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	<title>Commenti a: Incubo e Realtà: Creato &#8220;Supervirus Influenzale”. Farebbe milioni di vittime.</title>
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	<description>il tempo e la memoria in terapia intensiva</description>
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		<title>Di: Savas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Savas]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 10:17:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentile Ornella, non credo si possa fare qualcosa e non so se ci sono iniziative o sottoscrizioni per bloccare questo tipo di ricerca. Intanto l&#039;importante è fare venire alla luce le cose. Se ciò non fosse stato denunciato all&#039; organizzazione di approvazione sulla pubblicazione della ricerca, probabilmente non ne avremmo avuto notizia. Il paradosso è che gli stessi che hanno fatto la ricerca poi dovevano averla approvata quando è probabile che non lo sarà, intendo pubblicata. A chi giova mi sono chiesto.... certo gli interessi miltari ci sono per scoperte del genere. Quindi aspettiamocene delle altre. Noi possiamo solo denunciarle agli organi di controllo. O darne notizia. Negli ultimi anni l&#039;etica della ricerca si è spesso spostata su una &quot;non etica&quot; della ricerca stessa. Forse si dovrebbe intervenire soprattutto su questo. grazie per il tuo intervento. saluti. Savas]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Ornella, non credo si possa fare qualcosa e non so se ci sono iniziative o sottoscrizioni per bloccare questo tipo di ricerca. Intanto l&#8217;importante è fare venire alla luce le cose. Se ciò non fosse stato denunciato all&#8217; organizzazione di approvazione sulla pubblicazione della ricerca, probabilmente non ne avremmo avuto notizia. Il paradosso è che gli stessi che hanno fatto la ricerca poi dovevano averla approvata quando è probabile che non lo sarà, intendo pubblicata. A chi giova mi sono chiesto&#8230;. certo gli interessi miltari ci sono per scoperte del genere. Quindi aspettiamocene delle altre. Noi possiamo solo denunciarle agli organi di controllo. O darne notizia. Negli ultimi anni l&#8217;etica della ricerca si è spesso spostata su una &#8220;non etica&#8221; della ricerca stessa. Forse si dovrebbe intervenire soprattutto su questo. grazie per il tuo intervento. saluti. Savas</p>
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		<title>Di: ornella sinagra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ornella sinagra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 07:49:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Storie così vanno avanti dal  ‘900.  Selezionati cervelli di eccellenti ricercatori, dovendo dimostrare al mondo le proprie valentissime competenze e abilità, possono  dare vita a progetti di qualsivoglia natura. Purchè siano tecnicamente realizzabili, alla luce dei più recenti  sviluppi della scienza e della tecnologia.  Questo modo di operare,  sfrondato da ogni valore e da ogni ideale, che non sia quello della mera efficienza, perde di vista la circostanza etica che il progetto di ricerca sia utile, inutile o dannoso all’uomo. E’ importante solo che il progetto venga  realizzato, dimostrando al mondo, quali traguardi è in grado di raggiungere la ricerca. Così il mezzo prevale sul fine.  L’unico fine è l’applicazione efficiente dei mezzi stessi. L’efficienza diventa categoria assoluta, unico criterio di valutazione per misurare ogni evento prodotto dalla ricerca scientifica-industriale. Unico criterio per giudicare l’efficienza, insomma,  è l’efficienza stessa (Prof. Fiocca).  Ne consegue che questo uomo di scienza, votato alla dea efficienza, può diventare  facile preda di  una vertigine ossessiva di potere. Così, forse, anche i ricercatori “dell’Erasmus da Rotterdam”. Come gli altri, hanno in mano un potere neutro: possono salvare l’umanità…oppure  distruggerla. Ma questo è un dettaglio, perché il criterio, si è detto, è l’efficienza applicata. Entrambi i progetti, salvare e distruggere, sono globali. Perché tutto ormai è globalizzato nel nostro pianeta. Forse quegli scienziati partivano da una ricerca “buona” di salvamento globale. Ma nell’esercizio pedissequo del  criterio della sola efficienza, hanno prodotto un mostro, un progetto di morte globalizzata, perché questo è la  morte pandemica. Una soluzione innovativa finale, offerta da avanguardistiche imprese di ricerca, come la Erasmus, destinate a incontrare sul mercato, anche esso globale, una clientela di committenti “pazzi” o “addetti al terrore”, come vengono chiamati nell’articolo,  che si aggirano pieni di soldi e ossessioni, delirando l’acquisto di  progetti siffatti. 
Verosimilmente, ricercatori di eccellenza  e “pazzi” di altrettanta eccellenza, incrociando  le rispettive offerte e domande sul mercato globale, possono fare affari globali insieme. Possono  uccidere e suicidare il mondo di cui fanno parte,  annullando nei fatti le differenze e le responsabilità etiche e morali, ancor prima che penali, tra gli uni e gli altri. Già…perché mi chiedo, e vi chiedo:che differenza corre tra gli uni e gli altri? Perché chiamare “pazzi” e “addetti al terrore” gli uni e non anche gli altri?  Mi vengono i brividi a pensare che quei ricercatori dell’Erasmus avvertono che “se il progetto finisse in mani sbagliate…”perchè loro, forse,  possiedono mani immuni? E se le mani sbagliate fossero proprio le loro? Folli siamo un po’ tutti, pazzi possiamo diventarlo tutti. Al momento non intravedo alcun indizio utile a pensare che loro ne siano al di sopra. E questo di per sé è un fatto “globalmente allarmante”.
E noi?  Che si può fare, oltre a discuterne?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Storie così vanno avanti dal  ‘900.  Selezionati cervelli di eccellenti ricercatori, dovendo dimostrare al mondo le proprie valentissime competenze e abilità, possono  dare vita a progetti di qualsivoglia natura. Purchè siano tecnicamente realizzabili, alla luce dei più recenti  sviluppi della scienza e della tecnologia.  Questo modo di operare,  sfrondato da ogni valore e da ogni ideale, che non sia quello della mera efficienza, perde di vista la circostanza etica che il progetto di ricerca sia utile, inutile o dannoso all’uomo. E’ importante solo che il progetto venga  realizzato, dimostrando al mondo, quali traguardi è in grado di raggiungere la ricerca. Così il mezzo prevale sul fine.  L’unico fine è l’applicazione efficiente dei mezzi stessi. L’efficienza diventa categoria assoluta, unico criterio di valutazione per misurare ogni evento prodotto dalla ricerca scientifica-industriale. Unico criterio per giudicare l’efficienza, insomma,  è l’efficienza stessa (Prof. Fiocca).  Ne consegue che questo uomo di scienza, votato alla dea efficienza, può diventare  facile preda di  una vertigine ossessiva di potere. Così, forse, anche i ricercatori “dell’Erasmus da Rotterdam”. Come gli altri, hanno in mano un potere neutro: possono salvare l’umanità…oppure  distruggerla. Ma questo è un dettaglio, perché il criterio, si è detto, è l’efficienza applicata. Entrambi i progetti, salvare e distruggere, sono globali. Perché tutto ormai è globalizzato nel nostro pianeta. Forse quegli scienziati partivano da una ricerca “buona” di salvamento globale. Ma nell’esercizio pedissequo del  criterio della sola efficienza, hanno prodotto un mostro, un progetto di morte globalizzata, perché questo è la  morte pandemica. Una soluzione innovativa finale, offerta da avanguardistiche imprese di ricerca, come la Erasmus, destinate a incontrare sul mercato, anche esso globale, una clientela di committenti “pazzi” o “addetti al terrore”, come vengono chiamati nell’articolo,  che si aggirano pieni di soldi e ossessioni, delirando l’acquisto di  progetti siffatti.<br />
Verosimilmente, ricercatori di eccellenza  e “pazzi” di altrettanta eccellenza, incrociando  le rispettive offerte e domande sul mercato globale, possono fare affari globali insieme. Possono  uccidere e suicidare il mondo di cui fanno parte,  annullando nei fatti le differenze e le responsabilità etiche e morali, ancor prima che penali, tra gli uni e gli altri. Già…perché mi chiedo, e vi chiedo:che differenza corre tra gli uni e gli altri? Perché chiamare “pazzi” e “addetti al terrore” gli uni e non anche gli altri?  Mi vengono i brividi a pensare che quei ricercatori dell’Erasmus avvertono che “se il progetto finisse in mani sbagliate…”perchè loro, forse,  possiedono mani immuni? E se le mani sbagliate fossero proprio le loro? Folli siamo un po’ tutti, pazzi possiamo diventarlo tutti. Al momento non intravedo alcun indizio utile a pensare che loro ne siano al di sopra. E questo di per sé è un fatto “globalmente allarmante”.<br />
E noi?  Che si può fare, oltre a discuterne?</p>
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