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	<title>Commenti a: La Donna che Camminava Battendo le Mani</title>
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	<description>il tempo e la memoria in terapia intensiva</description>
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		<title>Di: Rosa Eva Bavetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosa Eva Bavetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 01:21:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sedici pagine in tutto per un’opera di ampio respiro, una ventata d’aria tiepida foriera della primavera in arrivo. E una vecchia filastrocca di un tempo nella vita, nel quale la primavera degli anni rende liberi davvero, poichè non è ancora giunto il momento in cui le disincantate consapevolezze dell’età e le disillusioni hanno preso  il sopravvento e annientato ogni slancio. Una canzoncina affiora  alla mente, che vien quasi voglia di cantarla ‘ Se sei felice tu lo sai batti le mani’, mentre la fluidità della narrazione traduce il  ricordo di una donna intravista, in tempi lontani, a camminare per strada battendo le mani. Sogno o realtà? Perché la magia del ritmo si palesa realmente all’udito anche adesso, attraverso la lettura accompagnata dai palpiti ben cadenzati del cuore. Perché indubbiamente rilassa, nonostante  lo sforzo iniziale di doverne decodificare il messaggio. Che Salvatore Coppola fosse uno scrittore  sui generis lo si sapeva. Ed è in quest’opera snella e ben costruita che se ne  evince la portata. Dalle ben costruite riflessioni sul titolo stesso che egli stesso formula in apertura, forse più da ottimo editore che da scrittore, alla valutazione di scontatezze narrative e luoghi comuni che sorreggono la scrittura del nostro tempo,  al gioco a rimpiattino dell’evidente sostanza del racconto che un lettore  attento non si lascerà di certo sfuggire. Chi è la donna che camminava battendo le mani?  E’ davvero esistita? E’ stato bello inseguirla per scoprirne il motivo? Malgrado il lungo cammino e i piedi dolenti per un sassolino nella scarpa, e gli innumerevoli interrogativi di coloro che l’hanno intravista, questa Donna l’autore giura di averla incontrata davvero. E, siccome esiste ancora, ognuno di noi può incontrarla e decidere di seguirla. Proprio così, forse dapprima inseguirla curiosi, per finire a seguirla incantati,  battendo le mani al ritmo di una canzone universale che, al pari di quel motivetto cantato da bambini, può restituirci la nostra vera essenza. Spezzare le catene della forzata indifferenza e dell’incapacità ad agire e cooperare, la prigionia dell’assuefazione a tutto ciò che ha cancellato ogni valore, per affrancarci dal male e poter ricominciare.  (Rosa Eva Bavetta)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sedici pagine in tutto per un’opera di ampio respiro, una ventata d’aria tiepida foriera della primavera in arrivo. E una vecchia filastrocca di un tempo nella vita, nel quale la primavera degli anni rende liberi davvero, poichè non è ancora giunto il momento in cui le disincantate consapevolezze dell’età e le disillusioni hanno preso  il sopravvento e annientato ogni slancio. Una canzoncina affiora  alla mente, che vien quasi voglia di cantarla ‘ Se sei felice tu lo sai batti le mani’, mentre la fluidità della narrazione traduce il  ricordo di una donna intravista, in tempi lontani, a camminare per strada battendo le mani. Sogno o realtà? Perché la magia del ritmo si palesa realmente all’udito anche adesso, attraverso la lettura accompagnata dai palpiti ben cadenzati del cuore. Perché indubbiamente rilassa, nonostante  lo sforzo iniziale di doverne decodificare il messaggio. Che Salvatore Coppola fosse uno scrittore  sui generis lo si sapeva. Ed è in quest’opera snella e ben costruita che se ne  evince la portata. Dalle ben costruite riflessioni sul titolo stesso che egli stesso formula in apertura, forse più da ottimo editore che da scrittore, alla valutazione di scontatezze narrative e luoghi comuni che sorreggono la scrittura del nostro tempo,  al gioco a rimpiattino dell’evidente sostanza del racconto che un lettore  attento non si lascerà di certo sfuggire. Chi è la donna che camminava battendo le mani?  E’ davvero esistita? E’ stato bello inseguirla per scoprirne il motivo? Malgrado il lungo cammino e i piedi dolenti per un sassolino nella scarpa, e gli innumerevoli interrogativi di coloro che l’hanno intravista, questa Donna l’autore giura di averla incontrata davvero. E, siccome esiste ancora, ognuno di noi può incontrarla e decidere di seguirla. Proprio così, forse dapprima inseguirla curiosi, per finire a seguirla incantati,  battendo le mani al ritmo di una canzone universale che, al pari di quel motivetto cantato da bambini, può restituirci la nostra vera essenza. Spezzare le catene della forzata indifferenza e dell’incapacità ad agire e cooperare, la prigionia dell’assuefazione a tutto ciò che ha cancellato ogni valore, per affrancarci dal male e poter ricominciare.  (Rosa Eva Bavetta)</p>
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