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News: Palermo: “8 Marzo- Donna Manifesta” : Come La Forza Della Parola Può Trasformarsi In Un Evento Liberatorio. Da Libera a Piazza Politeama alle 16. Gli Eventi della Giornata

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Palermo:  “8 Marzo- Donna Manifesta” : Come La Forza Della Parola Può Trasformarsi In Un Evento Liberatorio. Da Libera a Piazza Politeama alle 16.

Gli Eventi della Giornata

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News: Palermo: Evento: “8 Marzo- Donna Manifesta” : Come La Forza Della Parola Può Trasformarsi In Un Evento Liberatorio

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8 Marzo- Donna Manifesta: Ovvero, come le parole e le idee di un Libro “La Donna Che Batteva le Mani Camminando” di Salvatore Coppola possono trasformarsi in realtà.

8 Marzo 2011- Presso Libera, Bottega dei Sapori, Piazza Politeama, Palermo, alle ore 16 si svolgerà l’evento


Nascita di un evento.

N.d.R: La lettura di questo libro già recensito qui sul blog, ha aperto una Discussione tra l’Autore, la nostra associazione e Daniela Thomas scrittrice, e ne è nata l’idea di una iniziativa che poteva affascinare solo chi crede come noi fortemente nella parola: trasformare una Favola sul bisogno di Libertà in un evento reale… e così è nato, qui a Palermo l’evento “8 Marzo Donna Manifesta” di cui vi riportiamo il comunicato:

L’8 marzo alle 16 leggeremo in piazza Politeama qui a Palermo il testo di Salvatore Coppola “La donna che batteva le mani camminando” e poi apriremo un corteo che partirà battendo le mani e proseguirà verso p.zza Massimo, dove sono previste altre iniziative a cura del coordinamento donne di Palermo. L’intento è quello di manifestare “per” e non “contro”; ogni manifestazione riempie i partecipanti di un’energia che solo tutti uniti si può provare. Quest’energia è straordinariamente potente, in grado di distruggere come di creare: noi vorremmo inondare noi stessi e tutti quanti di un’emozione che ormai si prova raramente, quella di riconoscere di essere vivi e vitali. Ognuno di noi sa che battere le mani insieme ad altri procura un senso di esaltazione che si accresce via via: batterle per strada, senza gridare nulla, in nome della Pace, senza distinzioni sessiste, susciterà un’immensa emozione, un’onda di bellezza contagiosa. Non vogliamo contaminare la nostra energia gridando slogan contro Berlusconi, né contro il maschilismo o qualunque altra cosa ci imprigioni. L’idea è quella di proporre una visione pulita, nuova, aperta al cambiamento, alle immense potenzialità che in ognuno sono sul punto di tracimare.. L’esperienza della Biblioteca ci insegna che la rivoluzione è quella quotidiana, quella goccia dopo goccia, quella del colibrì che mentre brucia la foresta e tutti gli animali scappano vola in direzione opposta con una goccia d’acqua nel becco, e quando il leone lo deride risponde “io faccio la mia parte”. Per questo vi invito tutti a partecipare a diffondere quest’evento, che abbiamo battezzato 8 marzo: Donna ManiFesta, intendendo con ciò un invito alla manifestazione, una qualificazione della donna manifestante e un gioco di parole tra mani-festazione e la festa di chi batte le mani, proprio come fanno i bambini. Questo è il nostro com-battere. Noi com-battiamo le palpebre per vedere, com-battiamo le ali per volare, com-battiamo le mani per Mani-Festare.

Il Manifesto dell’Iniziativa

“La donna che camminava battendo le mani” di Salvatore Coppola è un libro di poche pagine che si legge in un soffio. Quasi una favola visionaria che dopo averla letta, entra in contraddizione con la tua inerzia, “stuzzicando” la tua voglia di reazione. Così ti alzi come è successo a me, e vai alla finestra e guardi se per caso vedi passare questa donna che camminando batte le mani, pronto a precipitarti giù per le scale e seguirla anche tu battendo le mani e con quel battere le mani creare un movimento d’aria, un vento di “Libertà” che prende te, ma anche gli altri, quasi un richiamo a reagire a questa cappa aculturale immobile da pensiero unico che ci avvolge ormai da anni. Salvatore la intravide a Catania questa donna che batteva le mani camminando, e nel tentativo di guardarla in volto la seguì sino a sfuggirgli. E quasi si mise a battere lui le mani come richiamo, perchè capì che quel volto era il suo volto o di chiunque altro anela ad un soffio di libertà che ci faccia credere in un domani radioso, che ci faccia guardare gli altri che messi lì a battere le mani con noi comunicano il loro no all’indifferenza; il loro sì alla libertà di scrivere e dire ciò che vogliono; il loro no al razzismo; al non dover guardare più l’altro come nero bianco giallo rosso o gay ed averne paura, ma vederlo solo come uomo, uomo come noi che tra mille difficoltà e fragilità tenta di darsi un futuro migliore; e di darlo così agli altri, ai suoi figli o a chiunque voglia creare un vento di libertà, che non sta “sopra gli alberi” ma che solo insieme agli altri si realizza. Salvatore non chiama mai col suo nome, Libertà, quella donna che presto si confonde tra i tanti per strada. Ma lo sa che è il suo richiamo che sente. Così questa voglia di battere le mani per creare il vento della libertà ha fatto venire ad alcuni di noi la voglia di realizzare quella favola qui sulla terra dove era nata, e parlandone con lui abbiamo pensato di farla dire a tutti voi questa parola che per ora si può solo sussurrare, “Libertà”, trasformando una favola in un movimento dal basso spontaneo e trasversale; di tutti quelli come noi, gente comune, che cercano ogni giorno la loro “Libertà”, di essere se stessi al di là di ogni costrizione. E, per dimostrare che realizzare una favola, un’idea, è possibile qui ed oggi, abbiamo pensato di invitarvi tutti, di ogni credo sesso e pelle, a partecipare con noi alla Giornata della “Donna che camminava battendo le mani”, per, -dopo una lettura di alcuni brani dal libro, che ci metta addosso la carica-, uscire in strada e camminare noi battendo le mani e con le nostre mani scuotere via quel grigiore, quella polvere sottile che non ci fa vedere gli uni agli altri, che ci relega nelle case, ognuno chiuso sui propri personali problemi; e, battendo le mani, dire Basta per una volta e per sempre all’impossibilità di realizzare i nostri sogni, sogni di una qualità di vita migliore, non televisiva ed a puntate; di speranza… sì di speranza in un futuro in cui il non avere lavoro, la precarietà, la diversità, non ci distrugga, non ci umilii col suo giudizio inappellabile, coi suoi non c’è nulla da fare, ma ci porti sulle ali delle nostre mani a dire: sì… il mio sogno può realizzarsi… il nostro sogno può realizzarsi… il nostro sogno di libertà, uguaglianza e partecipazione… il nostro sogno di “legalita”… e battendo le mani soffiarlo al mondo. Solo questo, l’8 Marzo, insieme a Noi.

Una/o di voi che batterà le mani gridando “Libertà”.

Trovate la Pagina dell’ iniziativa su FacebooK: Cliccate qui

La Recensione del Libro: “La Donna che Camminava Battendo le Mani” di Salvatore Coppola la trovi Cliccando qui

Out of Border: Libri: Elegia delle Donne Morte di Beatrice Monroy

Out of Border

Libri

Elegia delle Donne Morte

di Beatrice Monroy

Navarra Editore

Categoria: Narrativa

Anno: 2011

Prezzo: 10,00 €

“I balconi erano coperti di cenere, di lapilli incandescenti spinti dal forte scirocco. Nella piazza, piena di sterpaglia secca, ogni tanto un tizzone ardente generava un incendio che veniva spento da un’anonima secchiata d’acqua.” Chi ha dato fuoco all’Archivio? E perché?

Le donne si raccontano sempre, cercano nelle altre complicità e ascolto, si scambiano storie allegre, comiche e tristi, creano cerchi, confidenze, solidarietà. In Elegia delle donne morte alcune donne rievocano vicende personali, incrociando i loro destini. Sono donne che non ce l’hanno fatta, donne perdenti che, trovandosi a un bivio cruciale della loro vita, si sono ritratte affogando nel silenzio. Tutti i destini narrati hanno una comune origine in una notte di scirocco. Un fuoco devasta le montagne attorno alla città, qualcuno ne approfitta per dare fuoco al grande Archivio, memoria di una città senza nome, una città fantasma e clone di Palermo. Chi ha dato fuoco all’Archivio? E perché?

Poi siamo in un’alba invernale davanti a una chiesa. Piove. Uno sparuto gruppo di donne si ritrova davanti al portone, la perpetua apre e le fa accomodare, le anziane hanno il velo in testa, le giovani no, tutte hanno lo sguardo impaurito e una gran fretta di confessarsi. A una a una si avvicinano al confessionale dove le attende il prete, nervoso anche lui, non gli hanno dato neanche il tempo di prendere il caffè. Parlano, parlano, si alzano e vanno a pregare davanti al Cristo appeso sull’altare con le carni sanguinanti.

Attraverso le confessioni si dipanano le storie di donne contemporanee di varie età, appartenenti a mondi diversi, tenute insieme dal ricordo di un incendio in un’estate di scirocco e narrate in un umido inverno d’abbandono.

L’autrice: Beatrice Monroy vive a Palermo, è autrice di testi teatrali e radiofonici (Rairadio1 e Rairadio3), ha pubblicato raccolte di racconti e piccoli poemi per il teatro, ultimo un manuale di scrittura drammaturgica, Tutti in scena, manuale di drammaturgia, per le edizioni La Meridiana. Da più di un trentennio anima laboratori di scrittura e narrazione in giro per l’Italia.

(N.d.R.) La rubrica Out of Border rappresenta un guardare oltre il confine, e per un attimo, attraverso una fotografia, poche righe, favole, musica, racconti, un libro, un video o una poesia, vivere un momento di gioia, di riflessione, di interesse, partecipazione…