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Terapia Intensiva: Un Racconto: “La Vita Dietro Quella Porta Blù” di F. Baglini

Racconti a Margine

Terapia Intensiva

“La Vita Dietro Quella Porta Blù”

di F. Baglini

08/10/2011

Ci sono luoghi al mondo sospesi tra la vita e la morte. Luoghi, dove non vorresti mai entrare, posti che tu pensi lontani dalla vita quotidiana, dalle urla, da quegli orgogli che riempiono le noie delle nostre vite. E invece quei luoghi sono anch’essi parte della vita, perchè stranamente per un buffo scherzo del destino ci si puo’ ritrovare lì, in un luogo sconosciuto, in un abisso talmente fondo che non riesci a capire quanto sia profondo il tuo mare.

Sono stato una giornata intera dentro una rianimazione, più vicino alla morte di quanto fossi mai stato prima, ho visto anche morire, e nonostante tutto ho confermato che la vita va vissuta fino in fondo anche attaccato ad un respiratore perché la vita è degna anche in quel momento, finche il tamburo battente suona la sua musica, bisogna lottare.

Per apprezzare la vita forse bisognerebbe sostare anche solo per un giorno come spettatore in quel profondo abisso dove corpi sorretti da zattere metalliche galleggiano vicino alle sponde della morte, ancorati a tubi e alla vera essenza di essere umano…

Per Leggere l’Intero Racconto, uno Spaccato per Far Comprendere Cosa Sia una Rianimazione oggi,  Clicca qui

Timeoutintensiva.it, N° 18, Racconti a Margine, Ottobre 2011


Racconti: “Oggi per Domani”. Le DAT di Un Anestesista-Rianimatore

Racconti a Margine

“Oggi per Domani”. Le Direttive Anticipate di Un Anestesista-Rianimatore

Scritta da folfox4

28 Aprile 2011

Sull’ Ultimo Numero 18 On Line di Timeoutintensiva abbiamo riportato il rac-conto-Dat di un Anestesista Rianimatore, toccante e profondo, tratto dal sito notti-diguardia.it .

Ve lo proponiamo.

“Se un giorno mi succedesse di non poter più scegliere per me e la mia sorte fosse affidata ai miei colleghi, desidero, prima di tutto, che nella fase più acuta della mia malattia sia fatto il possibile per salvarmi: credo nella scienza e amo la vita.

Desidero però che fin dall’inizio il loro impegno non sia profuso acriticamente, ma costantemente ispirato alle migliori evidenze scientifiche da un lato, e al minor grado d’incertezza possibile dall’altro. Laddove non vi fossero certezze, desidero che sia la buona pratica clinica a guidarli. Così, chiedo loro di accettarmi in Rianimazione solo se saranno sufficientemente sicuri di poter fare qualcosa per me. Altrimenti di non farmi soffrire”….

Per Continuare a leggere Clicca qui

Timeoutintensiva.it, Numero 18, Racconti a Margine, Ottobre 2011


Out Of Border: In Cerca di Noi Stessi. Antica Leggenda Indù

In questo Blog che parla di sofferenza, di dolore, di morte e malattia, di come alleviarla e prendersene cura, Out of Border rappresenta un guardare oltre il confine, e per un attimo, attraverso una fotografia, poche righe, favole, musica, racconti, un video o una poesia, vivere un momento di gioia, di riflessione, di interesse e perchè no anche di allegria…

In Cerca di Noi Stessi.

“Sogniamo ad occhi aperti e viviamo ad occhi chiusi.”

“Una antica leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei. Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma – signore degli dei – decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: “seppelliamo la divinità dell’uomo nella Terra”. Brahma tuttavia rispose: “No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la ritroverà”. Gli dei, allora, replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani”. E di nuovo Brahma rispose: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”. Gli dei minori conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere – sulla terra o in mare – luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”. E fu così che Brahma disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.
A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l’uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.”

Dalla Newsletter del Sabato del Gruppo facebook  Associazione i.Change ONLUS

30 Luglio 2011

Ustica: Subacqueo Colpito Da Embolia Salvato Dal Trattamento In Camera Iperbarica

Terapia Iperbarica

Ustica: Subacqueo Colpito Da Embolia  Salvato Dal Trattamento In Camera Iperbarica

(Vi riportiamo, oltre all’episodio, l’elenco dei Centri Iperbarici in tutta Italia, le Linee guide Sulla Terapia Iperbarica redatte dalla Simsi, ed il link ad un racconto, per farvi comprendere come sia facile incorrere in questa patologia non essendo abbastanza preparati alla disciplina dell’immersione subacquea)

Con l’inizio dell’estate aumentano gli incidenti subacquei dovuti a cause molteplici. L’ultimo riportato dalla Stampa Quotidiana è accaduto alcuni giorni fa ad Ustica dove un sub, colpito da una grave embolia, è stato prontamente curato e guarito dal trattamento urgente in camera iperbarica:

La Notizia:

“Dopo  una serie di  immersioni ripetute nei fondali dell’isola,  una guida subacquea accusava chiari sintomi di embolia. Accompagnato presso la camera iperbarica appariva subito evidente il danno a livello neurologico. Il sub è stato sottoposto a terapia ricompressiva. Dopo circa 5 ore di trattamento il sub veniva dimesso completamente guarito. L’incidente descritto, tipico dell’attuale tendenza ad effettuare più immersioni nel corso della giornata,  trova la sua ragione nel maggiore rischio rappresentato dalle immersioni ripetute e con breve intervallo di superficie che determinano maggiore accumulo di azoto quando non sono seguite da un’adeguata decompressione.”

In precedenza altri due casi, di malattia da decompressione sono stati trattati con successo nelle camere iperbariche  dell’Azienda Provinciale Sanitaria di Palermo, che gestisce i centri di Partinico, Ustica e Lampedusa con personale sanitario esperto, mentre la gestione tecnica e’ garantita dalla ditta Sistemi Iperbarici Servizi  che si avvale di personale altamente qualificato.

La camera Iperbarica di Partinico e quella di Sciacca sono operative tutto l’anno, mentre i centri di Ustica Pantelleria Trapani e Lampedusa sono aperti dal 1 giugno al 30 Settembre.

Vi consigliamo se volete fare attività subacquea di rivolgervi ai diving dei luoghi dove andrete, che vi daranno preziose informazioni sui fondali e vi potranno aiutare per evitarvi di incorrere in pericolose Patologie da Decompressione:

Di seguito alcune Utili Informazioni:

- Per conoscere l’Ubicazione Centri Iperbarici in tutta Italia scaricate il booklet in .pdf

-Qui Trovate Un Approfondimento sulle Linee guida sulle indicazioni all’ossigenoterapia iperbarica redatte dalla Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica (SIMSI).

-Gli emendamenti alle stesse linee guida li potete trovare  Cliccando qui

-Il Racconto: Da Racconti a Margine (Timeoutintensiva.it): “40 Metri Di Fedeltà”, racconto di S.Vasta

Speriamo che tutto ciò possa essere utile a farvi una idea più approfondita di cosa sia l’attività Subacquea e i pericoli legati ad una scarsa conoscenza della stessa.

Savas

Racconti a Margine: “Cronache dal dopo DAT, Memorie dal futuro, 2119, del Prof. D. El ‘Fnà

“Racconto Futuribile”

“Cronache dal dopo DAT (Divisione acuti trapassanti) Memorie dal futuro, 2119, XXII secolo” del Prof. dr. D. El ‘Fnà,  Neurotrapiantologo

“Cronache del XXII secolo
Nel XXI secolo la scienza della salute e della Qualità di Vita (QdV) erano ancora in mano ai laici e non agli ordini religiosi. Ma, ben presto, con l’impulso dato alla Scienza della sopravvivenza, con la Dichiarazione Universale sulla Vita come bene non negoziabile, e con gli studi che diedero un valore nettamente negativo, per la vita stessa, alla consapevolezza di essere “entità sacre con una fine”, si imboccò la strada del “non morire”, nel senso del superare lo scoglio della “non vita” con “più vita”. Lo stato aveva preso in carico l’esistere come religiosa reliquia da preservare, da non far “trapassare”, da far vivere il più a lungo possibile. I cittadini in cambio di un futuro interminabile di benessere, affidavano la propria fine all’entità stato stessa. Le strade che si intrapresero, dettero grande slancio all’intelligenza artificiale (AI), alla psiconeurofisiologia, alla genetica, alla robotica, alla cybernetica, alle nanotecnologie, alla musicoterapia, agli innesti neurali. Tali metodiche furono applicate sopratutto a quel periodo prima della fine che era chiamato dai nostri antenati “il volo dell’angelo” o il “buon volo”, riuscendo a recuperare da quell’ultimo anelito di vita la vita stessa. Fu un trionfo verso la semi-immortalità. La vita si allungò, ed agli inizi del XXII secolo si viveva sino a 250 anni e, dati i buoni risultati futuri annunciati dalla scienza della vetrificazione crioconservante, per molti, la parola “fine” fu sostituita con lo slogan “sospesi per rinascere”, in gergo popolare “Frizzati”. 
La caduta aveva ora una sua propria dignità. Rallentare la perdita inarrestabile di anelito vitale era ormai invertire o controllare ed a volte prolungare l’esito dell’”ultimo volo”, decidere i suoi tempi, manipolare una psicosi da certezza della fine, dare una speranza di rinascita futura…”… Continua

Il racconto ci fa vedere i possibili sviluppi “futuribili” della legge che sta per essere approvata in parlamento. Ve ne consigliamo la lettura Cliccando qui